Il filo della speranza: Guia Risari ci guida nella scoperta del passato

La speranza ci incita a non arrenderci, a non chiuderci in un “si è sempre fatto così”, troppo spesso custode di sogni e malcontenti generali. La speranza è al nostro fianco fin dal primo giorno di vita. Eppure dobbiamo imparare a nutrirla per riuscire a continuare a seguirla senza tentennamenti e incertezze. Perché lasciarla andare è, in realtà, la via più facile, meno astiosa e contradditoria.

Di speranza e sogni ci racconta Guia Risari in Il filo della speranza (Settenove editore, finalista Premio Andersen 2022, categoria miglior libro oltre i 15 anni).
È un romanzo adatto anche agli adulti, dolce e amaro, nostalgico e proiettato nel futuro.
Il filo della speranza
Scritto in maniera impeccabile, Il filo della speranza ci presenta Vita, un’anziana elegante signora impegnata in una quarantena infinita e impigliata nei suoi ricordi.
Solo le telefonate con la figlia e la nipote riescono a ricondurla nel presente.
Comunque, stamattina avevo dimenticato il mio aspetto perché di notte mi ero rivista bambina, coi denti davanti a merletto: pieno, vuoto, pieno, vuoto.
E così, per quanto strano possa sembrare, il mio viso, il mio collo, i miei capelli sono stati una vera sorpresa.
La pelle è striata dalle rughe, come mossa dal vento, il collo è robusto, eppure sembra sciogliersi come un piedistallo di cera. I capelli, che avevo folti e neri, sono ragnatele ingrigite nei quali fatico a fissare le forcine tanto sono radi.
Ha tempo Vita: l’emergenza sanitaria ha riordinato lo scoccare di tutti gli orologi. Così si lascia cullare dal passato, amato e odiato.
Vita riannoda il filo della speranza
La scopriamo ragazza innamorata e abile ricamatrice; veniamo a conoscenza delle battaglie sue e delle ricamatrici di Santa Caterina Villarmosa, le offese e le umiliazioni, ma anche le gioie della gioventù e la caparbietà di una donna forte e determinata.
Vita ci racconta della loro legge, del duro lavoro di ricamatrice, della rivolta. Dalle sue parole scopriamo un passato ancora vivo oggi, ma soprattutto spalanchiamo gli occhi verso la forza delle donne che volevano cambiare il mondo:
E per chi lavorò?
– Per se stessa, per le sue clienti e per il piccolo gruppo che si era raccolto intorno a Filippa. Ti ricordi che te ne ho parlato?
– Sì. Filippa e le ragazze che hanno denunciato i mediatori e hanno fatto cambiare la legge…
– Esatto. La nostra legge, la 877 del 1973 che regola il lavoro dipendente a domicilio, aumenta la tariffa oraria e sanziona mediatori e clienti che non rispettano le regole.
– Quindi le ricamatrici hanno ottenuto giustizia.
– Sì, giustizia…
– E lavoro?
– Mm, lavoro, sì e no.
Il filo della speranza: ottima lettura anche in classe
Il filo della speranza è un romanzo dolce e amaro, come scrivevo, perché Vita è dolce ma a volte amara è la vita…
Un ottimo spunto di lettura da fare anche in classe, per conoscere il passato e i lavori di una volta che, nonostante la tecnologia e le modernità, resistono ancora oggi. A volte, nelle stesse, medesime, condizioni.
I libri finalisti del Premio Andersen 2022
Su Libri e bambini presentiamo i testi finalisti del Premio Andersen 2022.
Finalisti miglior libro 0/6 anni
- Dov’è Momo? di Andrew Knapp – traduzione Lisa Topi, Topipittori
- Due piccoli orsi, di Ylla – traduzione Carla Ghisalberti, Orecchio Acerbo.
Finalisti miglior libro 6/9 anni
- Ellen e il leone, di Crockett Johnson – traduzione Sara Saorin, Camelozampa.
- La traversata degli animali, di Vincent Cuvellier – illustrazioni Brice Postma Uzel – traduzione Flavio Sorrentino, Biancoenero Edizioni.
Finalisti miglior libro 9/12 anni
- Caro Mr. Henshaw, di Beverly Cleary – illustrazioni Vittoria Dalla Torre – traduzione Susanna Mattiangeli, Il Barbagianni
- Tasso e Puzzola, di Amy Timberlake – illustrazioni Jon Klassen – traduzione Sara Ragusa, HarperCollins Italia.
Finalisti miglior libro oltre i 15 anni
- La guerra delle farfalle, di Hilary McKay – traduzione Roberto Serrai, Giunti
Finalisti miglior libro fatto ad arte
- Artecadabra, di Raphaël Garnier – traduzione Margherita Vecchiati, Franco Cosimo Panini
Finalisti miglior albo illustrato
- Io parlo come un fiume, di Jordan Scott e Sydney Smith, Orecchio Acerbo.
Finalisti miglior libro senza parole
- Riflettiamoci di Gek Tessaro, Carthusia
Review Overview
Storia
Leggibilità
Prezzo
Una lettura necessaria
Una finestra nel passato per comprendere e amare il presente e la speranza che appartiene a ognuno di noi.